Il segreto aperto – Tony Parsons

In un certo senso il segreto è nascosto e in un altro  senso è completamente ovvio. Perchè proprio ora, peoprio questo è tutto ciò che c’è. In questi corpi-mente sta accadendo un vedere chiaro: c’è solo vedere. Da qualche parte, però, nella mente c’è l’idea – e questo è il dramma – che ci sia qualcuno che se ne sta lì seduto e che vede. Ecco la sottigliezza di questo e la sua verità.

Quando il risveglio accade (e lo fa piuttosto spesso adesso), una delle cose che le persone riportano di più nei loro racconti è che ciò che vedono è totalmente ovvio. E’ così ovvio. E’ proprio accanto a ciò che pensi stia acadendo ora. Tu pensi di vedermi: in efetti, tutto ciò che sta accadendo e che c’è, è il vedere me, o qualunque altra cosa stia sorgendo. La differenza tra il risveglio e il non risveglio – tra il vedere e il non vedere – è semplicemente il vedere che non c’è nessuno qui. Non c’è il “me”.

Se vuoi possiamo chiudere gli occhi e provare a trovare questo “me”. Ciò che sorge nella consapevolezza sono sensazioni. Ci possono essere sensazioni nel corpo, pensieri… non importa che cos’è che sorge, non puoi trovarci il “me”. Dov’è il tuo “me”? Continua a cercare il “me” e tutto ciò che troverai saranno sensazioni, sensazioni corporee, consapevolezza di un corpo, consapevolezza del pensiero “non mi trovo”… E la cosa strana è che ciò che cerca il “me” è ciò che sei. Tu sei ciò che sta cercando il “me”. Tu sei l’Uno. L’Uno è ciò che vede, che vede ogni cosa. L’Uno è ogni cosa e vede ogni cosa come se stesso.

Quello che è successo è che, per qualche motivo, abbiamo cercato qualcos’altro, qualcosa di personalizzato, un oggetto chiamato illuminazione; qualcosa che sia là fuori e che discenda dal cielo e ci riempia con una nuova energia; qualcosa che arriva e ci è aggiunto. Infatti, ciò che cerchiamo è la perdita dell’idea di un “me”. E’ solo la perdita di un’identità personale, che non è mai stata comunque reale. Cerchiamo la perdita di una irrealtà. Ogni cosa è perduta e, in un certo senso, il “me” è ogni cosa. Siamo gente ricca che cerca di trovare il Regno dei Cieli. Ogni volta che c’è un “me” che ha un concetto di sè, dell’importanza della vita e dell’importanza dell’illuminazione, siamo gente ricca.

Tutto se ne va e non rimane nulla, se non questo vedere; solo il chiaro vedere delle sensazioni, della vita che apparentemente accade. Questo chiaro vedere viene dal nulla. E’ come se, sebbene non ci sia nulla lì, ci sia solo il vedere la vita che accade. Senza nessuna sensazione che ciò che succede abbia bisogno di cambiare, migliorare o peggiorare; senza giudizio di alcun tipo, o nessuna sensazione che ciò che è conduca da qualche parte. Oltre questo vedere chiaro, risiede l’Uno. Quindi ciò che vai cercando c’è già. In realtà, per tutta la vita c’è stato questo vedere chiaro. Ciò che lo vela è l’identiificazione, come se ci fosse qualcuno di separato che vede. E anche quel velo è completamente divino. E’ solo uno spostamento di percezione da quello a questo. E’ incredibilmente semplice, diretto, disponibile.

L’illuminazione è totalmente a portata di mano. La luce è tutto quello che c’è. Tutte queste idee che hai sullo scalare montagne e meditare per vent’anni, rinunciare ai desideri… risvegliarsi non ha niente a che vedere con tutto questo. La luce è tutto quello che c’è. Non c’è nulla che debba essere atto, semplicemente perchè l’intera questione è vedere proprio questo. Chi è che deve fare qualcosa al riguardo? C’è sempre questo, c’è solo sempre questo. Ovunque tu vada, c’è solo questo. Non farti l’idea che il risveglio possa accadere soltanto a persone che abbiano cercato intenzionalmente per anni. […]

[…] Quello che intendo, quindi, è che il risveglio non ha nulla a che fare con la storia. In un certo senso, un ricercatore di lunga data può collezionare molti concetti e divenire quello che Cristo chiama “un uomo ricco”.

Tony Parsons
Tratto dal libro: “Tutto ciò che è”

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