Quando il pensiero positivo non fa bene

Dalla pagina del SAND (Science & Non Duality ext.macrolibrarsi.it/eventi/sand-italy-2016/?pn=5525) un articolo sulla repressione delle emozioni negative… la dimostrazione che il bypass spirituale “fa male”!

Si tratta di uno stralci e parte della documentazione di un articolo apparso sul Scientific American nel maggio 2013, intitolato: “Le emozioni negative sono chiavi per il benessere”.

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Le emozioni sono una parte universale dell’essere umano. Dalla rabbia che proviamo quando un negoziante è scortese con noi, alla tristezza che ci travolge a un funerale, le emozioni
definiscono la nostra specie, quanto la nostra capacità di comunicare con le parole.

Anche quando si cerca di sopprimerle – lavorando su un’esteriorità calma, fredda e raccolta – le nostre emozioni ci seguono ovunque. In alcuni giorni, cambiano come le stagioni; in altri sono come una tempesta invernale che attraversa l’o0ceano per raggiungere il litorale.

Spesso ci sentiamo in colpa o proviamo vergogna per il fatto di percepire emozioni negative.

Tali reazioni indubbiamente derivano da pregiudizi sovrascritti dalla nostra cultura che tende verso il pensiero positivo. Sebbene le emozioni positive valgano la pena di essere coltivate, i problemi sorgono quando le persone iniziano a credere che devono essere ottimiste tutto il tempo.

In realtà, la rabbia e la tristezza sono una parte importante della vita, e nuove ricerche dimostrano che vivere e accettare tali emozioni è di vitale importanza per la nostra salute mentale. Il tentativo di sopprimere i pensieri può ritorcersi contro e anche diminuire il nostro senso di appagamento.
Infelicità significativa

Pensieri ed emozioni positive possono, ovviamente, essere di beneficio alla salute mentale. Le teorie edonistiche definiscono il benessere come la presenza di emozioni positive, la relativa
assenza di emozioni negative e un senso di vitale soddisfazione. Portata all’estremo, tuttavia, tale definizione, non è congruente con il disordine della vita reale. Inoltre, la prospettiva della
persona può diventare così rosea fino a ignorare i pericoli o a farla diventare compiacente.

(Da “Il pensiero positivo può essere negativo'” Di Scott O. Lilienfeld e Hal Arkowitz; Scientific American Mind, maggio / giugno 2011)

Gli approcci dell’ Eudaemonica ( ndt l’approccio aristotelico della vera felicità che potrà alla virtù) d’altra parte, enfatizzano il

senso del significato, la crescita personale e la comprensione di se – obiettivi che richiedono il confronto con le avversità della vita. Le sensazioni sgradevoli sono altrettanto cruciali di quelle divertenti, per aiutare a dare un senso agli alti e bassi della vita.

“Ricordate, uno dei motivi principali per cui siamo portatori di emozioni è, in primo luogo, quello di aiutare a valutare le nostre esperienze”, dice Adler.

Adler e Hal E. Hershfield, un professore di marketing alla New York University, hanno studiato il legame tra un’esperienza emotiva mista e il benessere psicologico, in un gruppo di persone
che seguivano 12 sedute di psicoterapia. Prima di ogni sessione, i partecipanti hanno completato un questionario che esaminava il loro benessere psicologico. Hanno anche scritto racconti che descrivono i loro eventi della vita e il loro tempo in terapia, che sono stati codificati come contenuto emozionale.

Come Adler e Hershfield hanno segnalato nel 2012, sentirsi allegri e sconsolati allo stesso tempo, per es. “Mi sento triste a volte, a causa di tutto quello che ho passato, ma sono anche felice e pieno di speranza perché mi sto confrontando con i miei problemi”- anticipavano miglioramenti e benessere nei soggetti dello studio
campione, nella prima o seconda settimana successiva, anche se i sentimenti contrastanti erano sgradevoli sul momento. I ricercatori hanno visto come “Presi insieme, il buono e il cattivo,
possono disintossicare le brutte esperienze, consentendo di vedere un significato in esse, permettere di essere in grado di sostenere il benessere psicologico”.

Le emozioni negative, molto probabilmente, sono d’aiuto per la nostra sopravvivenza. I cattivi sentimenti possono essere indizi vitali che un problema di salute, di relazione o in un altro settore importante, hanno bisogno di attenzione” – sottolinea Adler. Il valore per la sopravvivenza di pensieri ed emozioni negative, può aiutare a spiegare il motivo per cui la loro soppressione è così inutile. In Australia, secondo uno studio del 2009, lo psicologo David J. Kavanagh della Queensland University of Technology ed i suoi colleghi, hanno chiesto a persone in trattamento per abuso e dipendenza da alcol, di compilare un questionario che esaminasse i loro impulsi e voglie legati al bere, così come qualsiasi tentativo di sopprimerli nel corso delle successive 24 ore. Hanno scoperto che chi, spesso, combatteva contro i pensieri intrusivi legati all’alcol, in realtà ne nutriva altrettanti. Risultati simili da uno studio
del 2010 hanno suggerito che respingere le emozioni negative, potrebbe generare un eccesso emotivo all’abuso di cibo, del più semplice riconoscere che eri, per esempio, sconvolto, agitato
o giù di morale.

Anche se si evita con successo uno stato d’animo, il subconscio potrebbe ancora soffermarsi su di esso. In uno studio psicologico del 2011 Richard A. Bryant e i suoi colleghi, presso l’Università del New South Wales a Sydney, hanno chiesto ad alcuni partecipanti, e non ad altri, di sopprimere un pensiero indesiderato prima di dormire. Coloro che hanno cercato di attutire il pensiero hanno riportato di sognare di più, un fenomeno chiamato “rimbalzo nel sogno”.

La soppressione di pensieri e di sentimenti può rivelarsi anche dannosa. In uno studio di psicoterapia del 2012, Eric L. Ghirlanda della Florida State University e il suo gruppo di ricerca, hanno
misurato una risposta allo stress basato sulla frequenza cardiaca, in 58 adulti in trattamento per dipendenza da alcol, esponendoli a particolari situazioni correlate all’alcol. I soggetti hanno anche preso
nota della loro tendenza ad evitare i pensieri. I ricercatori hanno scoperto che chi ha trattenuto più spesso i pensieri esprimeva stress rispetto alle situazioni legale all’alcol, rispetto a chi l’ha fatto meno di frequente.

Invece di indietreggiare di fronte alle emozioni negative, accettale. Riconosci come ti senti, senza fretta di cambiare quello stato emotivo. Molte persone trovano utile respirare lentamente e profondamente, mentre imparano a tollerare sentimenti forti, o a immaginare le sensazioni come nuvole fluttuanti, quale supporto al ricordo, che – come nuvole – passeranno.

Spesso dico ai miei clienti che un pensiero è solo un pensiero e un sentimento solo un sentimento, niente di più.

Link orginali
https://www.scienceandnonduality.com/negative-emotions-are-important-for-well-being/
http://www.scientificamerican.com/article/negative-emotions-key-well-being/?WT.mc_id=SA_FB_MB_EG
(traduzione Elsa Masetti)

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